Lo standard dell’accoglienza al bar
Ogni ospite salutato entro un minuto, seduto con la carta dei drink e quella della cucina entro due, l’ordine chiesto entro tre, con un cocktail della casa e la scelta della marca.
- Chi
- Barman e camerieri del bar, con il controllo del bar manager
- Quando
- Per ogni ospite che entra, al banco o al tavolo
- Che cosa serve
- Carte dei drink e della cucina pulite, la porta sempre in vista, sottobicchieri, tovaglioli
- Formazione
- 45 minuti, con tre arrivi simulati
A che cosa serve
Ogni ospite che entra al bar viene notato entro un minuto, si siede dove preferisce e gli si chiede cosa desidera prima che debba cercare qualcuno con lo sguardo. L’ospite si sente atteso fin dalla porta, e l’ordine è giusto al primo colpo, con la marca, qualcosa da mangiare e i drink della casa proposti.
Come si misura
- Per ogni ora di servizio, una persona indicata per nome tiene d’occhio la porta
- Ogni ospite salutato entro 1 minuto dall’ingresso
- Una scelta di posti proposta ogni volta che ce n’è più di uno libero
- Sottobicchiere, tovagliolo, carta dei drink e carta della cucina sul tavolo entro 2 minuti
- Ordine chiesto entro 3 minuti da quando l’ospite si siede
- Un cocktail della casa o del territorio proposto con ogni primo ordine
- Due marche proposte quando l’ospite chiede un distillato o una birra senza dire quale
- Qualcosa da mangiare proposto a ogni ospite con il primo ordine
- Ogni ordine ripetuto all’ospite, con le eventuali modifiche alla ricetta
- Nome, ordine e note passati a ogni cambio turno
Le fasi della procedura
01
Prima del primo ospite
02
Tenere d’occhio la porta
03
Salutare entro un minuto
04
Far accomodare
05
Prendere l’ordine
06
Il cambio turno
Gli errori più comuni
- Aspettare di avere le mani libere per alzare lo sguardo. Per l’ospite, il silenzio e l’essere ignorato sono la stessa cosa.
- Indicare uno sgabello da dietro il banco. L’ospite ci sale da solo e passa un minuto a cercare dove mettere la borsa.
- Aspettare che l’ospite chiuda la carta. Molti non la chiudono mai: restano seduti con la carta in mano, aspettando che qualcuno chieda.
- Versare il gin della casa quando l’ospite ha detto «un gin tonic». Chi ha un gin preferito se ne accorge al primo sorso, e paga un drink che non ha scelto.
- Portare solo la carta dei drink. L’ospite che aveva fame va a cena altrove, e la serata al bar finisce con un drink.
- Cambiare turno senza dire niente. Il nuovo barman chiede «Cosa le preparo?» a un ospite seduto lì da un’ora.
La procedura completa
Ogni passo, con le frasi da dire, i casi particolari e le domande per verificare la formazione, è nel PDF in inglese. Puoi sfogliarlo qui e riceverlo gratis per email.
Altri standard di bar
No. 78
Lo standard del servizio dei drink
Il primo drink all’ospite entro 4 minuti al banco e 5 al tavolo, bottiglie e mixer versati sotto i suoi occhi e il giro successivo proposto entro un minuto dal bicchiere vuoto.
No. 79
Lo standard degli snack al bar
Due snack freschi con il primo drink, senza che l’ospite li chieda, con tovaglioli di qualità, un piattino per i noccioli, alternative sicure per chi ha allergie e ciotole sempre cambiate prima che si svuotino.